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Archivi tag: investimento

L’abc finanziario

Dopo la crisi del 2008 l’alfabetizzazione finanziaria ha ricevuto sempre più attenzione, partendo dall’America è arrivata finalmente in Italia dove siamo in fondo alle classifiche di alfabetizzazione finanziaria.

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Pubblicato da su 8 ottobre 2017 in L'investitore Intelligente

 

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Prezzo del titolo

Per qualche ragione la prima cosa che molti fanno nel valutare l’acquisto di un titolo è controllare il prezzo più alto e più basso dell’ultimo anno, persino degli ultimi anni.
Ed acquistare solo se il prezzo attuale è vicino ai minimi.

Tutto questo è senza logica e di nessun beneficio, persino pericoloso.

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Pubblicato da su 24 aprile 2017 in L'investitore Intelligente

 

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HTL performance

Per quanti di voi hanno acquistato HTL come riportato nel portafoglio, il guadagno al momento supera il 170% .
Dal punto di vista tecnico il titolo ha superato il massimo degli ultimo 8 anni.

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Pubblicato da su 16 marzo 2017 in L'investitore Intelligente

 

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Pioneering Technology Inc.

pte

La maggior parte degli incendi domestici sono causati da mancata attenzione.
In america le statistiche parlano di circa 500 incendi al giorno in cucina o zona cottura.
Questo è il campo d’azione della Pioneering Technology Inc. (PTE), società che offre una gamma di prodotti intelligenti per la prevenzione degli incendi che, vanno da dispositivi che regolano elettronicamente la temperatura di cottura a dispositivi timer o rilevatori di fumo.

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Pubblicato da su 15 gennaio 2017 in L'investitore Intelligente

 

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Diversificare

diversificare
Come tutti, quando ho iniziato ad investire nel mercato azionario, la tentazione di acquistare ogni titoli che veniva alla mia attenzione era così forte che in pochi mesi mi sono trovato con un portafoglio di oltre 20-30 titoli e in continua crescita.

Con il passare del tempo mi sono reso conto che la gestione di 20-30 o più titoli era complicata e di conseguenza i risultati scarsi.
Due sono i fattori che entrano in gioco, tempo e rendimento.

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Pubblicato da su 9 ottobre 2016 in L'investitore Intelligente

 

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100 Baggers

art

Il termine 100 Baggers ha assunto il significato attuale nel 1972 grazie a Thomas Phelps e il suo libro “100 to 1 in the Stock Market”.
Phelps ha studiato 365 società quotate in borsa che hanno ottenuto un ritorno di 100 a 1 tra il 1932 e 1971.

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Pubblicato da su 11 settembre 2016 in L'investitore Intelligente

 

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Prezzo di mercato, questo sconosciuto.

prezzo

Quali sono i fattore che determinano il prezzo di mercato di un titolo azionario?

A lungo termine il prezzo è fortemente influenzato dal crescere o diminuire dell’utile ed in particolare EPS (utile per azione).
Ovviamente dobbiamo semplificare molto e tralasciare mille altri fattori interni ed esterni che potrebbero entrare in gioco, come far lievitare l’utile con manipolazioni contabili legali, l’utilizzo del debito e così via.

Quindi semplificando, il fattore principale che nel lungo termine influenza il prezzo è l’utile.
A questo punto verrebbe spontaneo pensare che se quest’anno l’utile cresce del 20% vedremo il prezzo del titolo salire del 20%.
Purtroppo non è così semplice, il solo crescere dell’utile non basta a spiegare il crescere del prezzo.
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Pubblicato da su 19 marzo 2016 in L'investitore Intelligente

 

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Certificato ENI: 11% annuo


Raddoppiare il dividendo del 11% annuo con un certificato ENI.
Il certificato Express a rimborso anticipato NL0010399168 emesso il 03/03/2014 permette di ottenere 11% annuo a condizone che….
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Pubblicato da su 15 novembre 2015 in L'investitore Intelligente

 

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Cos’è accaduto a PFHO


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In un articolo precedente ho accennato ad una piccola società molto promettente, Pacific Health Care Organization (PFHO).

Cos’è accaduto di così grave da far crollare il prezzo agli attuali $ 8 dollari ad azione, con minimi di $ 6,50.

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Pubblicato da su 14 novembre 2015 in L'investitore Intelligente

 

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Errori comuni dell’investitore

il segreto

Mediare il prezzo di carico al ribasso quando il titolo in portafoglio è in forte perdita, rientra tra gli errori comuni dell’investitore.

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Pubblicato da su 26 aprile 2015 in L'investitore Intelligente

 

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Il petrolio crolla…. è l’ora di comprare Eni

eni (2)

Come accennato in un articolo precendente, il momento migliore per investire nelle società petrolifere è quando il prezzo del petrolio crolla.
Le società petrolifere sono per definizione cicliche, con utili molto volatili. Questa volatilità degli utili è della profittabilità è strettamente collegata al prezzo del petrolio.

In questi giorni si sono venute a creare alcune opportunità.
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Pubblicato da su 14 dicembre 2014 in L'investitore Intelligente

 

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Equal Energy

 EQU

Solitamente a pochi giorni dalla scadenza di un takeover (offerta d’acquisto) il prezzo di mercato non discosta molto dal prezzo dell’offerta per l’acquisizione.
Equal Energy (EQU) ha ricevuto un offerta definitiva da PetroFlow Energy a $ 5,43 per azione, ma il prezzo attuale di mercato $ 4,54 dovrebbe far scattare un segnale, visto che l’offerta d’acquisizione scade il 1° maggio 2014.

Il mercato non crede che l’acquisizione da parte di PetroFlow Energy vada in porto, questo spiega il prezzo a sconto rispetto all’offerta.
In ogni caso questa non è necessariamente una brutta notizia.

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Pubblicato da su 25 aprile 2014 in L'investitore Intelligente

 

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Lotteria e finanza

 finanzacity

Alcuni mesi fa la lotteria Usa Powerball ha assegnato il premio più alto al mondo, 590 milioni di dollari.

Un particolare della lotteria Powerball è la possibilità di optare per un premio in unica soluzione inferiore al totale (in questo caso 370,9 milioni) oppure 30 pagamenti annuali (590/30 = 19,7 milioni annui).

Quale delle due opzioni scegliereste e perchè?
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Pubblicato da su 6 dicembre 2013 in L'investitore Intelligente

 

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Attenzione alle Opzioni binarie

opzioni binarie

Sempre più spesso ricevo email pubblicitarie su di un nuovo strumento per investire il proprio denaro.
Le Opzioni binarie, che in realtà non hanno nulla a che fare con l’investimento.
Sono scommesse legate a titoli azionari, valute, e tanto altro.
Attenzione, non fatevi abbagliare da facili guadagni. Come ogni scommessa, le probabilità sono a vostro sfavore e la possibilità di puntare cifre modeste attira sempre più persone.

Cosa cambia se punto nero o rosso alla roulette oppure punto se un titolo azionario oggi salga o scenda?

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Pubblicato da su 23 novembre 2013 in L'investitore Intelligente

 

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Occasione ENEL


Enel potrebbe offrirci un ottima opportunità di guadagno. Prendiamo il bonus certificates in scadenza il 7 dicembre 2012.
Alla scadenza il certificato (Isin DE000HV8F5B9) rimborserà 124 euro se ENEL non sarà mai scesa sotto quota € 2,3254 , valore mai toccato nel corso di questi mesi di crisi ed attualmente quota € 2,87

Con ENEL a 2,87 euro ( in data 8 marzo) ha un margine del 19% dalla barriera (2,3254 euro), il prezzo del certificato è 96,6 euro, se il titolo non sarà mai sceso al di sotto quota € 2,3254 renderà come minimo un 28,36% , pari ad un rendimento del 38,96% su base annua.
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Pubblicato da su 8 marzo 2012 in L'investitore Intelligente

 

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E’ troppo tardi per acquistare azioni a buon prezzo?

Se prendiamo la borsa americano, abbiamo avuto una crescita del 100% negli ultimi tre anni dopo la crisi del 2008-2009.
La crescita è stata notevole, ma se guardiamo il P/E sull’utile atteso nei prossimi 12 mesi, siamo solo a 13 volte il rapporto prezzo utile verso una media di 17 nel lungo termine.
Le valutazioni sono ancora ragionevoli, anche se non più a notevole sconto.

Per le borse europee la situazione è più vantaggiosa in termini di sconto, anche se meno stabile.
La fase acuta della crisi è passata, ma non ne siamo ancora fuori.
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Pubblicato da su 2 marzo 2012 in L'investitore Intelligente

 

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Facebook presto in borsa

Facebook si prepara allo sbarco in Borsa. Circolano voci di un Ipo (Offerta pubblica iniziale) tra 5 e 10 miliardi di dollari. Dovrebbe essere la più alta offerta pubblica mai effettuata tra le società web. Meno di 10 anni fa (2004) Google ha effettuato un offerta pubblica  per un valore di soli 1,9 milirdi di dollari.

La società potrebbe essere valutata tra i 75 e i 100 miliardi di dollari.
Lasciando parlare i numeri. Con un fatturato 2011 di 3,71 miliardi di dollari, un utile di circa 1 miliardo di dollari +88% rispetto all’anno precedente ma inferiore alle attese degli analisti che si attendevano utili superiori ai 4 miliardi.
La principale fonte di introiti è la pubblicità (85%).
Con una capitalizzazione di mercato di 75 miliardi avrebbe un capitale 20 volte il fatturato mentre Google si aggira su 5 volte il proprio fatturato. Ed un utile di 75 volte il prezzo di mercato contro 20 di Google.

Se consideriamo i visitatori unici, facebook ha 845 milioni di visitatori al mese mentre Google ha 2 miliardi e 700 milioni di visitatori al mese. Entrambe vivono prevalentemente di pubblicità. Di tutte le entrate pubblicitarie del mercato on-line, Facebook detiene 8% mentre Google il 45%.
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Pubblicato da su 2 febbraio 2012 in L'investitore Intelligente

 

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Volatilità e indice della paura

La volatilità è un male necessario che ci permette di realizzare maggiori rendimenti.
Perchè volatilità e rendimenti sono correlati?
La maggior parte dei periodi caratterizzati da elevata volatilità ha avuto luogo quando il mercato è sceso, questo per due ragioni. Primo, le recessioni sono più inconsuete e generano maggior incertezza, secondo, se gli utili scendono in modo brusco i costi fissi diventano più pesanti e aumenta la volatilità dei profitti che determina una voltatilità del valore azionario dei titoli.

Un indicazione sulla volatilità attesa è un segnale del livello di ansia del mercato.
Nel 1993 il Chicago Board Options Exchange (Cboe) ha introdotto un indice di volatilità, Cboe Volatility Index – Indice VIX che si basa sui prezzi correnti delle opzioni sullo S&P 500 Index.
Le opzioni non sono altro che degli strumenti finanziari derivati che danno il diritto di comprare o vendere (a seconda che siano call o put) un titolo ad un prezzo prefissato entro un certo periodo di tempo.

Il Vix è stato chiamato “l’indice della paura”, perché un mercato volatile fa paura.
Nel breve periodo c’è una forte correlazione tra il Vix e il mercato azionario.
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Pubblicato da su 2 novembre 2011 in L'investitore Intelligente

 

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Dividend yield e rendimenti azionari

I dividendi hanno un importanza non secondaria nella scelta delle azioni. Diverse ricerche effettuate nel corso degli anni confermano una relazione tra dividend yields e i successivi rendimenti azionari. Da una analisi storica dello S&P 500 Index si evince che una selezione di titoli con dividend yields tra i più alti porta rendimenti totali più elevati nel corso dell’anno solare.
Una ricerca ha dimostrato che investendo 1000 dollari in un fondo sull’indice S&P 500 alla fine degli anni ’50 avrebbe reso 176 mila dollari nel 2006. La stessa somma investita in società con dividend yields tra i più alti avrebbe reso 675 mila dollari, il 3% annuo in più.

Ma cos’è il dividend yields?
Il dividend yields è il rapporto tra dividendo e prezzo.
Se prendiamo Eni, ( dividendo annuo ) € 1,02 / € 13 (ultimo prezzo) = 0,0784 = 7,84%

Quali sono i vantaggi nell’investire in società con elevati dividend yields?
Il primo è di sicuro l’aspetto difensivo dell’investimento.
Altro fattore da non sottovalutare, spesso ad alti dividend yields corrispondono bassi prezzi di mercato, quindi oltre ad un buon dividendo potremmo aspettarci nel tempo un incremento del valore del titolo.
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Pubblicato da su 5 ottobre 2011 in L'investitore Intelligente

 

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Ottimo momento per comprare in borsa

Per chi fosse ancora interessato al mercato azionario, Mister Market ci sta offrendo una grande opportunità per creare un ottimo portfolio azionario a prezzi scontati.

Come dicevo in molti dei miei precedenti post, si compra quando il mercato crolla e si comprano titoli di società sane.
Ecco alcuni dei miei post precedenti:

Chi di voi non ha mai bevuto una Coca-Cola in vita sua?
E sentiamo, preferite acquistare la vostra amata bevanda quando ci sono sconti nel vostro super market o quando il prezzo sale?
E perchè se cambiamo il termire super market con Borsa, la prospettiva dovrebbe cambiare?  continua…

In più di ottanta anni di storia c’è stata la Grande Depressione e numerose recessioni, bolle speculative e crolli, ma il mercato si è sempre ripreso.
L’investitore di lungo temine che approfitta e compra nel pieno di una crisi e sa espettare senza farsi influenzare dal mercato avrà risultati superiore alla media.  continua…

In borsa non è al momento della vendita che facciamo il nostro guadagno, ma all’acquisto. Per questo è particolarmente importante il prezzo d’acquisto.  continua…

E se le borse continuano a scendere, magari crollano, che faccio?
Semplice, compro.  continua…

Fiat non è un buon investimento  continua…

Capita a molti di avere capitali bloccati, in attesa di un rialzo, su titoli acquistati in momenti sbagliati o ancora peggio ai valori massimi di una bolla prima che crollasse il mercato.  continua…

 

Chi compra in questi periodo di crisi è molto facile che veda, subito dopo l’acquisto, il titolo scendere ancora del 10-15% ma non c’è da preoccuparsi. E’ difficile riuscire a comprare al prezzo minimo offerto dal mercato, il nostro obbiettivo è comprare ottime società quando abbiamo uno sconto del 40-50% sul proprio valore e non farsi prendere dal panico se continua a scendere. Tornerà a salire.

e-mail info.investire@libero.it

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Pubblicato da su 12 agosto 2011 in L'investitore Intelligente

 

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Alternative per recuperare le perdite

Capita a molti di avere capitali bloccati, in attesa di un rialzo, su titoli acquistati in momenti sbagliati o ancora peggio ai valori massimi di una bolla prima che crollasse il mercato.

Ipotizziamo di aver studiato ed imparato dai nostri errori e vogliamo recuperare i capitali bloccati per investirli al meglio. Quasi la maggioranza di noi trova come unico rimedio bloccare altri capitali con la vana speranza di mediare il prezzo di carico.
Vediamo..

Il Sig. Rossi ha in portafoglio dal 2007 Eni 250 azioni ad un prezzo di carico di 20 €
Dal 2007 ad oggi i mercati sono andati su e giù più volte ma Eni non ha più toccato i 20€ e il Sig. Rossi non vede altra soluzione che vendere in perdita o mediare il prezzo di carico e sperare di liberare € 5.000 bloccati da 4 anni.

Nell’ipotesi venda ai valori attuali porta a casa una perdita di € 1.125
(prezzo di acquisto) € 20 – € 15,50 (prezzo di vendita) = € 4,5* 250 (azioni) = € 1.125

Nell’ipotesi decida di mediare bloccando forse ulteriore capitale per anni, il Sig. Rossi
Acquista altre 250 azioni Eni al prezzo di € 15.5
5.000 + 3.875= € 8.875 / 500 (azioni) = € 17.75 (prezzo medio di carico)

Quali alternative avrebbe il Sig. Rossi?
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Pubblicato da su 12 luglio 2011 in L'investitore Intelligente

 

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Mediare il prezzo di carico

Chi di noi, vedendo un titolo nel proprio portfolio scendere, non sia stato tentato dall’idea di acquistare ancora per mediare il prezzo di carico?
A priori sono neutrale, va analizzata la situazione caso per caso per capire se sia una buona mossa o meno.

Esempio
Sono in possesso di 100 azioni xxx ad un prezzo di € 27
Il titolo xxx scende a € 20 e decido di comprare altre 100 azioni
Ora sono in possesso di
200 azioni al prezzo medio di € 23,5
((100 * 27) + (100 * 20)) / (100+100) = (2700 + 2000) / 200 = € 23,5

Prenderei in considerazioni alcuni aspetti prima di mediare:
– i fondamentali del titolo
– la concentrazione del titolo sul nostro portfolio
– la possibilità di investire meglio il capitale

Primo aspetto da valutare, i fondamentali del titolo.
Capire il perchè un titolo scende è importante per decidere se mediare.
Se il titolo scende per motivazioni macroeconomiche, tipo rischio default in grecia, e non per motivi legati a dati della società oggetto di mediazione, possiamo iniaziare a prendere in considerazione l’idea.
Partiamo sempre dal presupposto che se acquistiamo un titolo azionario, lo facciamo perchè riteniamo il titolo sottovalutato rispetto al valore reale, quindi se scende ancora e i dati di bilancio e risultati economici sono invariati non vedo perchè non migliorare ulteriormente la nostra posizione.

Il secondo aspetto è la concentrazione del portafoglio.
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Pubblicato da su 15 giugno 2011 in L'investitore Intelligente

 

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Sei segreti per migliorare il ritorno degli investimenti

Ci sono sei punti che, nel tempo, hanno migliorato il ritorno sui miei investimenti.

Primo, per ogni operazione che ho intezione di effettuare prendo un foglio e scrivo “Io oggi ‘data xx’ compro n° azioni della società zzz al prezzo €€€ per un totale di €€€€ con un costo commissioni e spese di €€€ aspettandomi un ricavo netto del x% perchè …………….”.
Se non sono in grado di dare una risposta sensata sul perchè comprare, meglio non comprare. Spesso, si compra o vende seguendo l’umore del mercato e non per valutazioni sensate. Questo sistema ci permette di capire gli errori più frequenti anche dopo averli commessi e imparare da essi.

Secondo, avere traccia, in modo dettagliato, di ogni singola operazione effettuata.
Un articolo su CorriereEconomia ha evidenziato che, chi effettua trading ed in particolare intraday spesso ha una percezione distorta dei propri risultati ed oltre il 60% non ha traccia delle operazioni effettuate e dei risultati ottenuti.
Qui potete scaricare una versione semplificata del file excel che ho creato per seguire ed avere uno storico di tutte le operazioni effettuate. Contattatemi per maggiori spiegazioni.

Terzo, mantenere bassa l’incidenza delle commissioni sul rendimento.
Calcolando quanto le commissioni incidano sull’utile è un valido strumento.


Commissioni / Utile lordo   =  % incidenza commissioni sull’utile

Quarto, mantenere un turnover basso, cioè ridurre le transazioni al minimo e mantenere l’investimento a lungo per anni.
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Pubblicato da su 23 maggio 2011 in L'investitore Intelligente

 

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Ottenere una plusvalenze e non pagare tasse


Vi svelo come da una plusvalenza possiamo non solo evitare le tasse, senza evadere, ma riuscire anche a riportare una minusvalenza dal punto di vista fiscale.
Tutto questo è possibile operando sui mercati internazionali in valuta diversa dall’euro e utilizzando un conto multicurrency. Scopriamo come a piccoli passi.

Il primo passo è l’apertura o abilitazione del conto corrente in valuta estera, credo sia gratuito e non ha costi di cambio in tutti i conti correnti on line.
Una volta abilitato il conto multicurrency avrete la possibilità di trasferire all’istante denaro dal conto in euro a quello ipotizziamo in dollari al cambio riportato in quel momento.
Qui potete scaricare un utile strumento per la gestione del conto in valuta estera

Ora che abbiamo la possibilità di operare in dollari, ma potrebbero essere sterline o qualsiasi valuta disponibile sul conto, vediamo come trarne il massimo dei benefici.

Il 25/07/2008 decido di trasferire € 8.648 dal conto in euro al conto in dollari ad un cambio che riteniamo interessante di 1,5899
Il conto in dollari ora riporta un saldo di $ 13.750 (€ 8.648 * 1,5899)
Il 7/05/2009 decidiamo di comprare 250 azioni del titolo JNJ (Johnson & Johnson) quotato sul mercato americano a $ 55
Solitamente se operassimo in euro l’unico calcolo da fare sarebbe 250 * 55 = 13.750
escluso commissioni, ma trattandosi di un titolo in valuta diversa dall’euro entra in gioco ai fini fiscali un’altra variante che è il cambio.
In questo caso tenendo presente che il 7/05/2009 il cambio euro-dollari è di 1,3270 l’acquisto di 250 azioni JNJ si calcola
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Pubblicato da su 20 maggio 2011 in L'investitore Intelligente

 

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Azioni come titoli di stato

Con tutte le dovute cautele del caso, avendo sempre ben in mente la differenza di rischio, possiamo provare a comparare un titolo di stato ad un’azione.
Prendiamo una società quotata in borsa che vorremmo acquistare,
JNJ (Johnson & Johnson) quotata sul mercato americano ad un prezzo di
$66,40 con un utile per azione di $ 4,41
Il titolo di stato, in questo caso americano, Bond 10 anni offre un rendimento del 3,10%

$ 4,41 / 3,10% =  utile per azione / Bond 10 anni = 4,41/0.031= $ 142,25

Se paghiamo $ 142,25 ad azione il tasso di ritorno sarebbe il 3,10% come il Bond a 10 anni, ma JNJ viene al momento scambiato a $ 66,40 con una rendimento del 6,64% (4,41/66,40)
Teniamo anche presente che il tasso di un titolo di stato è fisso nel tempo mentre il tasso di crescita medio dell’utile JNJ è stato del 10% annuo per 10 anni.
Quindi possiamo dire che tra dieci anni avremo sempre un rendimento del 3,10% sull’investimento in titoli di stato e invece l’utile del titolo JNJ se mantiene la crescita degli ultimi dieci anni renderà il 15,65% senza contare i dividendi distribuiti e l’incidenza delle tasse sul rendimento.

Pensate sia meglio possedere un titolo di stato con un tasso fisso, in questo caso del 3,10% , o una quota del capitale di JNJ con un Equity/Bond iniziale del 6,64% ed una crescita annua del 10% ?

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Pubblicato da su 18 maggio 2011 in L'investitore Intelligente

 

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