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Archivi tag: inflazione

Prezzo del titolo

Per qualche ragione la prima cosa che molti fanno nel valutare l’acquisto di un titolo è controllare il prezzo più alto e più basso dell’ultimo anno, persino degli ultimi anni.
Ed acquistare solo se il prezzo attuale è vicino ai minimi.

Tutto questo è senza logica e di nessun beneficio, persino pericoloso.

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Pubblicato da su 24 aprile 2017 in L'investitore Intelligente

 

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HTL performance

Per quanti di voi hanno acquistato HTL come riportato nel portafoglio, il guadagno al momento supera il 170% .
Dal punto di vista tecnico il titolo ha superato il massimo degli ultimo 8 anni.

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Pubblicato da su 16 marzo 2017 in L'investitore Intelligente

 

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Pioneering Technology Inc.

pte

La maggior parte degli incendi domestici sono causati da mancata attenzione.
In america le statistiche parlano di circa 500 incendi al giorno in cucina o zona cottura.
Questo è il campo d’azione della Pioneering Technology Inc. (PTE), società che offre una gamma di prodotti intelligenti per la prevenzione degli incendi che, vanno da dispositivi che regolano elettronicamente la temperatura di cottura a dispositivi timer o rilevatori di fumo.

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Pubblicato da su 15 gennaio 2017 in L'investitore Intelligente

 

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Diversificare

diversificare
Come tutti, quando ho iniziato ad investire nel mercato azionario, la tentazione di acquistare ogni titoli che veniva alla mia attenzione era così forte che in pochi mesi mi sono trovato con un portafoglio di oltre 20-30 titoli e in continua crescita.

Con il passare del tempo mi sono reso conto che la gestione di 20-30 o più titoli era complicata e di conseguenza i risultati scarsi.
Due sono i fattori che entrano in gioco, tempo e rendimento.

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Pubblicato da su 9 ottobre 2016 in L'investitore Intelligente

 

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100 Baggers

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Il termine 100 Baggers ha assunto il significato attuale nel 1972 grazie a Thomas Phelps e il suo libro “100 to 1 in the Stock Market”.
Phelps ha studiato 365 società quotate in borsa che hanno ottenuto un ritorno di 100 a 1 tra il 1932 e 1971.

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Pubblicato da su 11 settembre 2016 in L'investitore Intelligente

 

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Predire i mercati è impossibile

art-investing
Investire è un arte, non una scienza, e come ogni arte non ha una regola matematica o un sistema valido ad ogni circostanza.
Questo spiega perchè le migliori menti o premi Nobel spesso sono pessimi investitori, con scarsi risultati e grandi fallimenti.

E’ più facile avere successo nel mercato azionario se si accetta l’idea che predire i mercati è impossibile, che periodi di forti ribassi o perdite è la regola, e gestire le proprie emozioni senza farsi condizionare dal pessimismo o dall’ottimismo del momento diventerà più facile.

Per produrre eccezionali risultati sui mercati azionari basta  Continua a leggere…

 
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Pubblicato da su 13 giugno 2016 in L'investitore Intelligente

 

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Performance Portafoglio

Performance
Ho sempre pensato che dimostrare con i fatti e risultati reali vale più di cento articoli.

Per questo ho creato un portafoglio dove posso tracciare i miei investimenti, apportare modifiche (acquisti e vendite) effettuate e verificare i risultati nel tempo.

Obbiettivo del portafoglio è 1 milione di euro in 10 anni, partendo da un investimento di circa 100 mila euro.

Nel portafoglio sono presenti investimenti in differenti titoli, prevalentemente sul mercato Canadese (valuta CAD) e sul mercato USA (valuta USD).

Qui in basso ho pubblicato l’andamento del portafoglio aggiornato al 15 maggio 2016.

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Pubblicato da su 15 maggio 2016 in L'investitore Intelligente

 

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Prezzo di mercato, questo sconosciuto.

prezzo

Quali sono i fattore che determinano il prezzo di mercato di un titolo azionario?

A lungo termine il prezzo è fortemente influenzato dal crescere o diminuire dell’utile ed in particolare EPS (utile per azione).
Ovviamente dobbiamo semplificare molto e tralasciare mille altri fattori interni ed esterni che potrebbero entrare in gioco, come far lievitare l’utile con manipolazioni contabili legali, l’utilizzo del debito e così via.

Quindi semplificando, il fattore principale che nel lungo termine influenza il prezzo è l’utile.
A questo punto verrebbe spontaneo pensare che se quest’anno l’utile cresce del 20% vedremo il prezzo del titolo salire del 20%.
Purtroppo non è così semplice, il solo crescere dell’utile non basta a spiegare il crescere del prezzo.
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Pubblicato da su 19 marzo 2016 in L'investitore Intelligente

 

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Pessimismo irrazionale

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La cosa peggiore in assoluto, da fare in una fase di correzione o crollo dei mercati, è vendere a causa del panico (panic selling).
Ogni correzione e persino crolli del mercato (come al termine di un ciclo rialzista) sono una parte normale ed un indicatore di salute dei mercati.
E le persone che comprano nel peggiore dei momenti terminano con grossi guadagni nel lungo termine.
Mentre le persone che vendono nel peggiore dei momenti subiscono grosse perdite…..
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Pubblicato da su 18 gennaio 2016 in L'investitore Intelligente

 

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Cos’è accaduto a PFHO


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In un articolo precedente ho accennato ad una piccola società molto promettente, Pacific Health Care Organization (PFHO).

Cos’è accaduto di così grave da far crollare il prezzo agli attuali $ 8 dollari ad azione, con minimi di $ 6,50.

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Pubblicato da su 14 novembre 2015 in L'investitore Intelligente

 

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Il petrolio crolla…. è l’ora di comprare Eni

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Come accennato in un articolo precendente, il momento migliore per investire nelle società petrolifere è quando il prezzo del petrolio crolla.
Le società petrolifere sono per definizione cicliche, con utili molto volatili. Questa volatilità degli utili è della profittabilità è strettamente collegata al prezzo del petrolio.

In questi giorni si sono venute a creare alcune opportunità.
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Pubblicato da su 14 dicembre 2014 in L'investitore Intelligente

 

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Quando investire nelle compagnie petrolifere ?

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Le società petrolifere sono per definizione cicliche, con utili molto volatili.
Questa volatilità degli utili è della profittabilità è strettamente collegata al prezzo del petrolio.

Quindi i parametri che spesso prendiamo in considerazione nel valutare una società o che cerchiamo nelle migliori, tipo utili in crescita e P/E sotto 15, tutto questo non vale per le società petrolifere.

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Pubblicato da su 3 febbraio 2014 in L'investitore Intelligente

 

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Lotteria e finanza

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Alcuni mesi fa la lotteria Usa Powerball ha assegnato il premio più alto al mondo, 590 milioni di dollari.

Un particolare della lotteria Powerball è la possibilità di optare per un premio in unica soluzione inferiore al totale (in questo caso 370,9 milioni) oppure 30 pagamenti annuali (590/30 = 19,7 milioni annui).

Quale delle due opzioni scegliereste e perchè?
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Pubblicato da su 6 dicembre 2013 in L'investitore Intelligente

 

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Tassazione, regime fiscale e prezzo di carico

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Le strategie fiscali, al pari delle strategie d’investimento, assumono un aspetto rilevante al fine di ottenere ottimi risultati sull’investimento.

Iniziamo a trattare l’argomento fiscale analizzando le diverse categorie di reddito che si suddividono in redditi di capitale e redditi diversi.

In redditi di capitale possiamo racchiudere interessi e dividendi. Su questi redditi possiamo far poco al fine fiscale.

I redditi diversi sono guadagni (non certi) e li troviamo sotto forma di plusvalenze o minusvalenze.
Questi vengono tassati al netto del costo d’acquisto o spese e delle eventuali minusvalenze.
Al fine fiscale i redditi diversi sono più interessanti dal nostro punto di vista. Vedremo più avanti.

A questo punto sembra doveroso un piccolo accenno ai regimi fiscali delle attività finanziarie.
Al momento dell’apertura di un conto corrente dobbiamo decidere quale regime fiscale adottare.

I regimi fiscali sono:

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Pubblicato da su 11 agosto 2013 in L'investitore Intelligente

 

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Investire in azioni senza nessun rischio

Il mercato azionario attualmente non offre molti spunti di ottimismo, ma sappiamo bene che le migliori opportunità vanno colte in momenti come questi. Trovare così tanti titoli sottovalutati è raro, le opportunità sono molte ma anche il rischio di veder scendere ancora il mercato.

Molti pensano che in situazioni di crisi sia più rischioso investire in azioni o etf, questo non è vero. Non vi spiegherò ora perchè ritengo meno rischioso investire in azioni in piena crisi, ma vi dimostro come approfittare del mercato azionario in piena crisi senza nessun rischio.
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Pubblicato da su 17 aprile 2012 in L'investitore Intelligente

 

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Volatilità e indice della paura

La volatilità è un male necessario che ci permette di realizzare maggiori rendimenti.
Perchè volatilità e rendimenti sono correlati?
La maggior parte dei periodi caratterizzati da elevata volatilità ha avuto luogo quando il mercato è sceso, questo per due ragioni. Primo, le recessioni sono più inconsuete e generano maggior incertezza, secondo, se gli utili scendono in modo brusco i costi fissi diventano più pesanti e aumenta la volatilità dei profitti che determina una voltatilità del valore azionario dei titoli.

Un indicazione sulla volatilità attesa è un segnale del livello di ansia del mercato.
Nel 1993 il Chicago Board Options Exchange (Cboe) ha introdotto un indice di volatilità, Cboe Volatility Index – Indice VIX che si basa sui prezzi correnti delle opzioni sullo S&P 500 Index.
Le opzioni non sono altro che degli strumenti finanziari derivati che danno il diritto di comprare o vendere (a seconda che siano call o put) un titolo ad un prezzo prefissato entro un certo periodo di tempo.

Il Vix è stato chiamato “l’indice della paura”, perché un mercato volatile fa paura.
Nel breve periodo c’è una forte correlazione tra il Vix e il mercato azionario.
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Pubblicato da su 2 novembre 2011 in L'investitore Intelligente

 

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Spread tra Btp e Bund


Lo spread tra BTP e Bund non è altro che la differenza fra il rendimenti dei Bund tedeschi decennali e i nostri titoli di stato decennali (BTP). Si utilizza il Bund tedesco come riferimento perchè il Bund è il titolo del paese più stabile e sicuro nell’area Euro.

Se il Bund tedesco offre un rendimento del 2% e il BTP italiano offre un rendimento del 6%, abbiamo uno spread (differenza) di 400 punti vale a dire del 4%.
Il rendimento di un titolo di stato rappresenta anche il suo livello di rischio. Maggiore è il rendimento e più alto sarà il rischio di rivedere restituito il proprio capitale investito.

Se lo spread aumenta, il mercato giudica in aumento il rischio default paese.
Ed ogni paese si finanzia tramite l’emissione di titoli di stato, maggiore è il rischio che il paese vada in default maggiore sarà lo spread con il Bund tedesco. Esempio degli ultimi mesi è la Grecia  che ha visto toccare lo spread con i titoli tedeschi i 2000 punti (20%).
Anche per l’Italia il differenziale è cresciuto di molti punti negli ultimi mesi, toccando anche 400 punti.

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Pubblicato da su 22 ottobre 2011 in L'investitore Intelligente

 

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Dividend yield e rendimenti azionari

I dividendi hanno un importanza non secondaria nella scelta delle azioni. Diverse ricerche effettuate nel corso degli anni confermano una relazione tra dividend yields e i successivi rendimenti azionari. Da una analisi storica dello S&P 500 Index si evince che una selezione di titoli con dividend yields tra i più alti porta rendimenti totali più elevati nel corso dell’anno solare.
Una ricerca ha dimostrato che investendo 1000 dollari in un fondo sull’indice S&P 500 alla fine degli anni ’50 avrebbe reso 176 mila dollari nel 2006. La stessa somma investita in società con dividend yields tra i più alti avrebbe reso 675 mila dollari, il 3% annuo in più.

Ma cos’è il dividend yields?
Il dividend yields è il rapporto tra dividendo e prezzo.
Se prendiamo Eni, ( dividendo annuo ) € 1,02 / € 13 (ultimo prezzo) = 0,0784 = 7,84%

Quali sono i vantaggi nell’investire in società con elevati dividend yields?
Il primo è di sicuro l’aspetto difensivo dell’investimento.
Altro fattore da non sottovalutare, spesso ad alti dividend yields corrispondono bassi prezzi di mercato, quindi oltre ad un buon dividendo potremmo aspettarci nel tempo un incremento del valore del titolo.
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Pubblicato da su 5 ottobre 2011 in L'investitore Intelligente

 

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Buy, hold

Che il mercato azionario nel lungo termine offra ottimi risultati è risaputo, come è risaputo che la miglior strategia sia comprare buone società quando il mercato crolla. Quindi comprare a prezzi bassi e conservare il titolo in portfoglio (Buy and hold) come strategia d’investimento.

Lo ripeto spesso, quasi in ogni post. Ma c’è un altra variante da tener presente, il mercato di riferimento.
Questa strategia non è valida per tutti i mercati, se prendiamo in considerazione il mercato americano questa è una regola d’oro. Ma passando a paesi come Germania, Giappone e Italia la situazione cambia e possiamo notare storicamente un vantaggio anche di 2 punti percentuali annui dei titoli di stato rispetto alle borse.
(Lo rileva uno studio della Deutsche Bank).

Perchè questa differenza?
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Pubblicato da su 20 settembre 2011 in L'investitore Intelligente

 

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Comprare 1 euro con 50 centesimi

Immaginiamo di avere la possibilità di acquistare un ottimo business a 600 milioni di euro, un azienda ben avviata con 300 milioni di debiti ma liquidità e titoli in cassa per 1,4 miliardi.
Facciamo due conti e subito capiamo di avere in tasca già 500 milioni di guadagno (1,4 miliardi – 600 milioni – 300 milioni).

E se ho la possibilità di acquistare il business a 500 milioni invece di 600, credete sia più rischioso o più conveniente?
La risposta è scontata, molto più conveniete grazie ai 100 milioni in meno pagati.

Business come questi se ne trovano molti questi giorni e possiamo acquistarli anche noi poveri mortali senza avere a disposizione 600 milioni di euro.
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Pubblicato da su 23 agosto 2011 in L'investitore Intelligente

 

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Perchè comprare casa è un pessimo investimento

I giovani d’oggi sarebbero sciocchi ad imitare i loro genitori e ritenere l’acquisto di casa come la miglior scelta d’investimento.
A dirlo, questa volta, è Robert Bridges in un articolo sul “The Wall Street Journal”.
Una tesi già trattata in un mio precedente post “Il vero nemico dei nostri risparmi“.

Vediamo cosa dice Robert Bridges:
“Da un analisi fatta sui prezzi delle case negli ultimi 30 anni in California risulta che in media l’acquisto di casa non è mai stato un investimento particolarmente redditizio.

Tra il 1980 e il 2010, il valore medio di una casa in California è aumentato del 3,6% l’anno – da $99.550 a $296.820. Se la casa fosse stata venduta prima del crollo del mercato nel 2007 la crescita annua media sarebbe stata del 6,61%.

Un dollaro usato per acquistare casa nel 1980 sarebbe diventato nel 2007   $5,63 e nel 2010 dopo la crisi $2,98.
Lo stesso dollaro ($ 1) investito nell’indice americano Dow Jones sarebbe diventato $14,41 nel 2007 e nel 2010 dopo il crollo del mercato $11,49.

Se un investitore disciplinato avesse preso in considerazione l’idea di investire $19.910 , cioè l’acconto (20%) del prezzo d’acquisto ( $99.950 ) della casa, nell’indice Dow Jones, il valore dell’investimento sarebbe cresciuto nel 2010 fino a $1.800.016 (un milione e ottocento mila dollari). Sarebbe cresciuto di $1.503.196 (un milione e cinquecento mila dollari) più del valore della casa. Se invece consideriamo il 2007, quindi prima del crollo, avrebbe avuto una crescita di $2.186.120 cioè $1.625.580 più del valore della casa.
……….”

Per chi fosse interessato alla versione originale può andare qui
A Home Is a Lousy Investment

I dati della California sono comparabili con i dati relativi alla crescita di valore delle case in italia (vedi sotto tabella italia).


Ecco smentito con i fatti il detto popolare italiano ” l’acquisto di casa è il miglior investimento possibile”.
E quanti dovessero obbiettare, in ogni caso c’è da pagare l’affitto quindi tanto meglio pagare il mutuo e diventare proprietari, rispondo che un investimento di € 20.000 (quanto si spende tra spese e acconto per il mutuo) nell’indice Dow Jones dopo 30 anni darebbe non solo la possibilità di acquistare casa in contanti, pur avendo pagato l’affitto per anni (risparmiando un pò rispetto al mutuo), ma avanzerebbe anche il capitale necessario per passare una pensione decente.

e-mail info.investire@libero.it

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Pubblicato da su 17 luglio 2011 in L'investitore Intelligente

 

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Alternative per recuperare le perdite

Capita a molti di avere capitali bloccati, in attesa di un rialzo, su titoli acquistati in momenti sbagliati o ancora peggio ai valori massimi di una bolla prima che crollasse il mercato.

Ipotizziamo di aver studiato ed imparato dai nostri errori e vogliamo recuperare i capitali bloccati per investirli al meglio. Quasi la maggioranza di noi trova come unico rimedio bloccare altri capitali con la vana speranza di mediare il prezzo di carico.
Vediamo..

Il Sig. Rossi ha in portafoglio dal 2007 Eni 250 azioni ad un prezzo di carico di 20 €
Dal 2007 ad oggi i mercati sono andati su e giù più volte ma Eni non ha più toccato i 20€ e il Sig. Rossi non vede altra soluzione che vendere in perdita o mediare il prezzo di carico e sperare di liberare € 5.000 bloccati da 4 anni.

Nell’ipotesi venda ai valori attuali porta a casa una perdita di € 1.125
(prezzo di acquisto) € 20 – € 15,50 (prezzo di vendita) = € 4,5* 250 (azioni) = € 1.125

Nell’ipotesi decida di mediare bloccando forse ulteriore capitale per anni, il Sig. Rossi
Acquista altre 250 azioni Eni al prezzo di € 15.5
5.000 + 3.875= € 8.875 / 500 (azioni) = € 17.75 (prezzo medio di carico)

Quali alternative avrebbe il Sig. Rossi?
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Pubblicato da su 12 luglio 2011 in L'investitore Intelligente

 

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Educazione finanziaria

E’ stata effettuata un indagine riguardante i tre concetti basilari in materia finanziaria: comprensione del funzionamento del tasso di interesse composto, comprensione degli effetti dell’inflazione e gestione del rischio.
Risultato, la preparazione in campo finanziario è inadeguata in ogni paese preso in esame.

Lo studio dal titolo “Financial Literacy around the World (FLat World)” proponeva il seguente test:

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Pubblicato da su 3 luglio 2011 in L'investitore Intelligente

 

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Perchè il prezzo d’acquisto è importante


In borsa non è al momento della vendita che facciamo il nostro guadagno, ma all’acquisto. Per questo è particolarmente importante il prezzo d’acquisto.

Per dimostrarlo, prendiamo il titolo Johnson & Johnson (JNJ).
Possiamo vedere quanto incida il prezzo di acquisto rispetto al prezzo di vendita sul rendimento.

Nel 2002 acquisto 100 azioni al prezzo di $ 42 ad azione,
l’utile ad azione del periodo è di $2,16

$ 2,16 / $ 45 = 0,048 = 4,8 % ( tasso di ritorno iniziale che posso aspettarmi)

Stimando una crescita dell’utile annuo del 8 % vediamo che, nel 2010 sarebbe crescuto da $ 2,16 a $ 4,00 (in realtà la crescita dell’utile è stata superiore a $ 4,40)

$ 4,00 / $ 45 = 0,089 = 8,9 % (dopo 10 anni)

Immaginiamo di acquistare un titolo di stato che offre un tasso del 4,8% e con il tempo cresce del 8% annuo. Così dopo 10 anni avremo un rendimento del 8,9%.
Più è basso il prezzo di acquisto più è alto il tasso di ritorno iniziale.
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Pubblicato da su 27 maggio 2011 in L'investitore Intelligente

 

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Buon investimento: Elevato ritorno sul capitale


Un ottimo investimento può essere identificato dal tasso di ritorno sul capitale.
“Tralasciando la questione del prezzo, l’ideale sarebbe acquistare azioni di un’azienda che reinveste gran parte del capitale guadagnato ad un alto tasso di ritorno.”
Warren Buffett,  Berkshire Hathaway Shareholder Letter 1992

Quando parliamo di capitale, parliamo di capitale proprio (equity).
Ecco come possiamo calcolare il ritorno sul capitale e l’aspettativa di crescita dell’utile:

Johnson & Johnson
JNJ nel 2001 ha un Capitale proprio (shareholders equity) di $24,2 Billioni
Nel 2010 il capitale proprio (shareholders equity) è di $56.6 Billioni
In 10 anni dal 2001 al 2010 JNJ ha investito nel proprio business

$32,4 Billioni (56,6 – 24,2)

Nello stesso periodo l’utile è cresciuto da $5,7 Billioni a $ 13,3 Billioni per un totale di

$7,6 Billioni (13,3 – 5,7)

Se dividiamo l’utile ottenuto in questi 10 anni e il capitale investito, otteniamo il ritorno sul capitale investito.

$ 7,6 / $ 32,4 = 23,46%  (Ritorno sul Capitale Investito)

Ora calcoliamo quanto utile viene reinvestito nel business per poi scoprire l’incremento che posso attendermi sull’utile futuro.
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Pubblicato da su 25 maggio 2011 in L'investitore Intelligente

 

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