RSS

Tassazione, regime fiscale e prezzo di carico

11 Ago

tasse2

Le strategie fiscali, al pari delle strategie d’investimento, assumono un aspetto rilevante al fine di ottenere ottimi risultati sull’investimento.

Iniziamo a trattare l’argomento fiscale analizzando le diverse categorie di reddito che si suddividono in redditi di capitale e redditi diversi.

In redditi di capitale possiamo racchiudere interessi e dividendi. Su questi redditi possiamo far poco al fine fiscale.

I redditi diversi sono guadagni (non certi) e li troviamo sotto forma di plusvalenze o minusvalenze.
Questi vengono tassati al netto del costo d’acquisto o spese e delle eventuali minusvalenze.
Al fine fiscale i redditi diversi sono più interessanti dal nostro punto di vista. Vedremo più avanti.

A questo punto sembra doveroso un piccolo accenno ai regimi fiscali delle attività finanziarie.
Al momento dell’apertura di un conto corrente dobbiamo decidere quale regime fiscale adottare.

I regimi fiscali sono:

– REGIME DELLA DICHIARAZIONE
(devi riportare plusvalenze e minusvalenze nella dichiarazione dei redditi)

– REGIME DEL RISPARMIO AMMINISTRATO
(deleghi la banca per gli adempimenti fiscali e le minusvalenze vanno a scalare eventuali plusvalenze future per 4 anni)

– REGIME DEL RISPARMIO GESTITO
(deleghi la banca sia per gli adempimenti fiscali sia per le scelte d’investimento)

Soffermiamoci sul REGIME DEL RISPARMIO AMMINISTRATO, in quanto chi scegli il REGIME DELLA DICHIARAZIONE si avvale di un commercialista e chi scegli il REGIME DEL RISPARMIO GESTITO si avvale della consulenza dell’intermediario o banca per ogni aspetto dell’investimento anche quello fiscale.
Con il REGIME DEL RISPARMIO AMMINISTRATO deleghiamo la banca per gli adempimenti fiscali (versamento delle tasse) ma provvediamo direttamente alle strategie d’investimento e fiscali.
La banca versa per noi le tasse, ma sta a noi far si che le tasse da versare siano il meno possibile, ottimizzando i guadagni.

La compensazione delle minusvalenze è lo strumento che fa al caso nostro.
Le minusvalenze possono essere compensate con utili da redditi diversi.
Ho venduto titoli in perdita accumulando minusvalenze, queste potranno successivamente compensare utili futuri.

Es.
1/8/13 vendo 100 azioni xxx con una perdita di €500
9/8/13 vendo 200 azioni zzz con un utile di €1000

dovrei pagare il 20% sull’utile conseguito €1000, ma poichè ho da compensare delle minusvalenze precedenti €500, le tasse che dovrò pagare ammontano a

€1000 – €500 = €500
20% €500 = € 100 (tasse da pagare)

Un modo per ottimizzare la tassazione è quello di vendere delle azioni in utile entro fine anno.
Se hai minusvalenze da compensare puoi vendere dei titoli in utile e ricomprarli il giorno seguente.

Es.

ho minusvalenze per un totale di €500

vendo i miei 100 titoli xxx a €10 per azione e comprati a €5 con un utile di €500

l’utile di €500 viene compensato con le minusvalenze che avevo, così non pago tasse

il giorno seguente ricompro i 100 titoli ad un prezzo di carico molto vicino a € 10 con il vantaggio che avrò già scontato la tassazione e quindi in futuro quando deciderò di vendere definitivamente i titoli dovrò pagare le tasse prendendo come prezzo di carico non più €5 ad azione ma € 10.

Questa è una strategia da adottare se le minusvalenze stanno scadendo (posso compensare le minusvalenze entro 4 anni successivi alla vendita in perdita) o se sono tante le minusvalenze da compensare sempre se volatilità del titolo e commissioni siano basse.

Ai fini della compensazione o creazione di minusvalenze ci sono altri strumenti che potremmo sfruttare, quali ad esempio Investment Certificates o Opzioni. La trattazione richiede un maggior approfondimento prossimamente.

Infine parliamo di prezzo medio di carico.
Il prezzo medio di carico è fondamentale al fine del calcolo dell’utile e quindi della tassazione.
Anche qui è importante conoscere il proprio regime fiscale perchè abbiamo alcune differenze.

Se si tratta di REGIME DICHIARATO il calcolo delle plusvalenze da assoggettare a tassazione utilizza il metodo LIFO (Last In First Out = Ultimo ad entrare, primo ad uscire).
Se compro 100 azioni xxx a €5 e successivamente altre 100 azioni xxx a €10 non avrò un prezzo medio ponderato di carico di €7,5 su 200 azioni, ma avrò due pacchetti di azioni da 100 con prezzi di carico differenti e quando vendo saranno cedute prima le ultime acquistate vale a dire quelle a € 10 e successivemente eseguite quelle a €5.

Nel caso di REGIME DEL RISPARMIO AMMINISTRATO, ogni volta che facciamo nuovi investimenti su titoli già in portafoglio il prezzo di carico di riferimento sarà quello medio ponderato, quindi se prendiamo in considerazione l’esempio precedente avremmo un prezzo medio ponderato di carico €7,5 per 200 azioni.

e-mail info.investire@libero.it

——————————————————————————————————————–
I contenuti di questo blog non costituiscono sollecitazione all’investimento ne indicazioni di investimento, ed hanno esclusivamente scopo informativo;

Vorresti essere aggiornato sulla pubblicazione di nuovi articoli, CLICCA QUI
——————————————————————————————————————–

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 11 agosto 2013 in L'investitore Intelligente

 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: