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Pessimismo irrazionale

18 Gen

bull&bear

La cosa peggiore in assoluto, da fare in una fase di correzione o crollo dei mercati, è vendere a causa del panico (panic selling).
Ogni correzione e persino crolli del mercato (come al termine di un ciclo rialzista) sono una parte normale ed un indicatore di salute dei mercati.
E le persone che comprano nel peggiore dei momenti terminano con grossi guadagni nel lungo termine.
Mentre le persone che vendono nel peggiore dei momenti subiscono grosse perdite…..

Il pessimismo è amico degli investitori a lungo termine, euforia il nemico.
Non fatevi prendere dal panico e vendere, le perdite sono solo sulla carta fino a quando non vendete.
Certo ci sono alcune valide ragioni per vendere in perdita, ma il panico non è una valida ragione.

Si vende per ragioni inerenti alla società di cui si detiene le azioni e mai per ragioni dettate dal prezzo del titolo o ancora peggio per l’andamento generale del mercato azionario.

investor sentiment
L’investitore dovrebbe sempre ignorare il sali e scendi del mercato oppure il rischio è vendere per disperazione, e chi è disperato vende sempre a prezzi molto bassi se non addirittura ai minimi.
Prendiamo il 19 ottobre 1987 “Black Monday” il Dow Jones crolla di 508 punti il 22% in un giorno.
Chi ha venduto, preso dal panico, ha subito perdite enormi. Ma la beffa arriva subito dopo.
Infatti dopo il crollo dell’ottobre 1987, il recupero è graduale già a partire dal dicembre 1987.
Giugno 1988 il mercato aveva recuperato 400 punti salendo più del 23%.

Se invece torniamo al marzo 2009 quando il mercato americano aveva toccato i minimi e tutti parlavano di un mercato azionario finito dove nessuno avrebbe più acquistato un azione, bene chi ha avuto coraggio per comprare e una visione a lungo termine ha portato a casa guadagni considerevoli.

In questi giorni sento parlare di fine di un ciclo rialzista (S&P) iniziato 7 anni fa, e sono gli stessi che un anno fa parlavano di un mercato che non si fermerà mai e continuerà a salire toccando nuovi massimi.
Semplicemente non ascoltate queste voci, non dicono nulla di nuovo. Sono parole che si ripeteranno ad ogni crollo o rialzo.

In questo periodo quello che in Italia può apparire una correzione, in altri paesi come il Canada parliamo di un vero crollo.
Certo l’Italia è un paese che dal punto di vista del mercato azionario ha un indice prettamente composto da titoli bancari e pertanto il crollo del petrolio non ha portato gli stessi effetti che possiamo notare in Canada.
Mentre il Canada è un paese composto massicciamente da titoli petroliferi o materie prime.

Ecco perchè, in una situazione come quella che stiamo vivendo negli ultimi mesi, con il petrolio ai minimi da 17 anni e il dollaro canadese crollato in particolare nei confronti del dollaro americano, credo che le migliori opportunità oggi arrivino proprio da questo paese.

Quello che molti non sanno del mercato canadese è che per quanto si basi in modo considerevole su titoli petroliferi o di materie prime, è allo stesso tempo uno dei migliori mercati composto da piccole gemme al di fuori del mercato delle commody e da tante startup tecnologiche e non solo.
.
Ed è proprio qui che guardo quando mi riferisco al canada, come potete vedere dal portafoglio non ho nessun titolo petrolifero ma piccole società, redditizie e ben gestite che hanno subito un crollo nei prezzi di mercato solo per il fatto di trovarsi nella mischia di un mercato basato prettamente su titoli petroliferi.
Ma i fondamentali ci sono tutti e risultati di bilancio sono migliori del solito.
E con una visione di lungo termine, un perdita momentanea (anche se consistente) del prezzo di mercato è nulla.

Come ha detto Warren Buffett ” Se parliamo di scarpe o azioni, mi piace comprare merce di qualità quando il mercato scende.

e-mail info.investire@libero.it

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1 Commento

Pubblicato da su 18 gennaio 2016 in L'investitore Intelligente

 

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Una risposta a “Pessimismo irrazionale

  1. Tiziano

    18 gennaio 2016 at 5:21 pm

    Grande Antonio, in questi momenti mi sei di conforto. In effetti dopo alcuni anni di esperienza ci si rende conto che vendere in questi momenti sarebbe la cosa più stupida soprattutto avendo investito su aziende che hanno dei buoni dati fondamentali… questi sarebbero i momenti giusti per comprare anche se purtroppo ed avendo quasi tutti i soldi investiti non sempre è possibile farlo.

     

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