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Alternative per recuperare le perdite

12 Lug

Capita a molti di avere capitali bloccati, in attesa di un rialzo, su titoli acquistati in momenti sbagliati o ancora peggio ai valori massimi di una bolla prima che crollasse il mercato.

Ipotizziamo di aver studiato ed imparato dai nostri errori e vogliamo recuperare i capitali bloccati per investirli al meglio. Quasi la maggioranza di noi trova come unico rimedio bloccare altri capitali con la vana speranza di mediare il prezzo di carico.
Vediamo..

Il Sig. Rossi ha in portafoglio dal 2007 Eni 250 azioni ad un prezzo di carico di 20 €
Dal 2007 ad oggi i mercati sono andati su e giù più volte ma Eni non ha più toccato i 20€ e il Sig. Rossi non vede altra soluzione che vendere in perdita o mediare il prezzo di carico e sperare di liberare € 5.000 bloccati da 4 anni.

Nell’ipotesi venda ai valori attuali porta a casa una perdita di € 1.125
(prezzo di acquisto) € 20 – € 15,50 (prezzo di vendita) = € 4,5* 250 (azioni) = € 1.125

Nell’ipotesi decida di mediare bloccando forse ulteriore capitale per anni, il Sig. Rossi
Acquista altre 250 azioni Eni al prezzo di € 15.5
5.000 + 3.875= € 8.875 / 500 (azioni) = € 17.75 (prezzo medio di carico)

Quali alternative avrebbe il Sig. Rossi?

Una soluzione potrebbe essere l’utilizzo dei tanto criticati derivati, in particolare delle opzioni.
Premessa, ritengo anch’io i derivati strumenti molto pericolosi se utilizzati senza le dovute cautele e conoscenze e se utilizzati a fini speculativi.
Devo anche ammettere che non tutto è come appare e che un buon investitore deve avere una conoscenza quanto più ampia possibile per fare un buon lavoro, altrimenti affidatevi a chi ne sà più di voi e saranno soldi ben spesi.

Vediamo ora cosa potrebbe fare il Sig. Rossi:
acquista 8 opzioni Call con strike 16 scadenza agosto ad un costo di € 960
Ogni opzione su Eni da il diritto di acquisto su 500 azioni al prezzo di € 16 ad azione
Con un rischio di soli € 960 abbiamo la possibilità di liquidare il nostro investimento se Eni entro agosto sale a € 16,40 ad azione mentre per fare la stessa operazione mediando il prezzo di carico avremmo dovuto investire € 64.000
€ 64.000 = (500 azioni * 8 opzioni * 16 prezzo ad azione)

E se il prezzo non ragginge € 16,40 cosa facciamo?
Prima della scadenza dell’opzione possiamo sempre rivendere il nostro contratto d’opzione e recuperare parte del costo e ritentare l’operazione appena vediamo un trend rialziasta sul titolo.

Ovviamente non sempre è così semplice e ricordo che per semplificare ho eliminato alcuni dettagli (es. commissioni).
Quindi se volete approfondite l’argomento, ma non rischiate denaro senza avere appreso appieno i rischi e i vantaggi dei derivati.
Continuo ad essere dell’idea che i soldi si fanno con il tempo, acquistando buone azioni a saldo e conservandole per anni.

e-mail info.investire@libero.it

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5 commenti

Pubblicato da su 12 luglio 2011 in L'investitore Intelligente

 

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5 risposte a “Alternative per recuperare le perdite

  1. Antonio Donadio

    12 luglio 2011 at 3:16 pm

    Ritengo che dall’errore non abbiate ancora imparato. Il problema è che il piccolo investitore non dovrebbe avere amministrato in portafoglio a meno di poter diversificare al punto da non mettere in pericolo la redditività del portafoglio. E’ meglio che si impari a considerare le perdite come reali e a non andare a cercare continuamente di mediare i prezzi. Investire i propri patrimoni non è un gioco e non ci sono guru in grado di darVi soluzioni: dovete affidarVi alle elementari regole di buona gestione dei risparmi. Tutto qui. E soprattutto studiare per vincere le emozioni del momento ed inquadrare gli investimento in periodi temporali congrui (5-10 anni minimo). Il resto sono solo sciocchezze a mio avviso. Antonio Donadio

     
  2. filippo

    12 luglio 2011 at 4:45 pm

    ma quanta filosofia , troppi se e troppi calcoli da fare.

     
  3. Piangibimbo

    13 luglio 2011 at 7:57 am

    Belllo l’ articolo, anche se avrei preferito un esempio diverso considerando che dal 2007 ad oggi eni ha staccato lauti dividendoni per cui l investitore se non e’ in utile nemmeno ha da stracciarsi le vesti.
    Se proprio vuol far qualcosa di utile che spenda i soldi di una raccomandata al Capo del Governo ed a quello di Stato (presenti e passati, s’ intende) ringraziandoli per aver portato il Paese sull’ orlo del buio….non e’ la speculazione che e’ cattiva ma noi che siamo stati PESSIMI amministratori di noi stessi, aumentando solo la spesa pubblica (e gli infiniti sprechi e costi) pensando si potesse andare avanti ab eternum…..eppure la favola di Esopo, la cicala e la formica ce l hanno letta a tutti.
    Se lo Stato fara’ cio’ che deve, le riforme gravi, pesanti ed immediate che il mercato vuole l’ Italia potra’ anche tornare a crescere di PIL non di spesa pubblica, in modo virtuoso.
    Dai tedeschi possiamo anche apprendere qualcosa di buono, se abbiamo l’ umilta’ di imparare.
    Se crescera’ il nostro PIL anche la borsa s’ apprezzera’ di pari passo….ed il sig.Rossi sara’ ben contento tra il tornaconto sul capitale e le cedole semestrali.
    L uso dei derivati e’ interessante, ma da maneggiare con vera vera cura, un po come una supposta.
    Se la tieni in mano troppo a lungo si scioglie, se hai troppa fretta “ti brucia” , se la usi troppo spesso rischia anche di non esser salutare….e per chi non e’ un medico, sempre supposta e’….per cui …

     
  4. Lallo

    14 luglio 2011 at 8:07 pm

    Errore, lo sfortunato investitore non compra Call bensì ne vende allo scoperto (senza margini, ha i titoli in portafoglio) fino a coprire (al massimo) il suo portafoglio. Nell’ ipotesi di raggiungimento dello strike deve consegnare i titoli (oltre ad avere incassato il premio) a 16 (+0,15 ad esempio del premio).
    Se invece il mercato resta stabile o va al ribasso alla data di esercizio dell’option si trova con gli stessi titoli e in più il premio incassato e da lì ricomincia. Ovviamente ci sono delle varianti ma il filo conduttore è sempre lo stesso, se hai dei titoli vendi sempre le call con strike più alto, è un modo di utilizzare il denaro più volte a rischio zero e vedere qualche soldo tutti i mesi volendo.

     
    • antonio

      14 luglio 2011 at 11:55 pm

      Le opzioni offrono tante varianti e quella da te proposta è una di queste.
      Nella vendita di Call il rischio che assumi è illimitato e potresti subire migliaia di euro di perdita mentre la strategia che propongo ha un rischio limitato che è al massimo di € 960 e solitamente se c’è perdina si traduce in 1/3 del rischio massimo (€300 perdita massima reale).
      Mentre la tua strategia la trovo troppo speculativa, ma lascio a voi la scelta.

      Antonio

       

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