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Prezzo di mercato, questo sconosciuto.

19 Mar

prezzo

Quali sono i fattore che determinano il prezzo di mercato di un titolo azionario?

A lungo termine il prezzo è fortemente influenzato dal crescere o diminuire dell’utile ed in particolare EPS (utile per azione).
Ovviamente dobbiamo semplificare molto e tralasciare mille altri fattori interni ed esterni che potrebbero entrare in gioco, come far lievitare l’utile con manipolazioni contabili legali, l’utilizzo del debito e così via.

Quindi semplificando, il fattore principale che nel lungo termine influenza il prezzo è l’utile.
A questo punto verrebbe spontaneo pensare che se quest’anno l’utile cresce del 20% vedremo il prezzo del titolo salire del 20%.
Purtroppo non è così semplice, il solo crescere dell’utile non basta a spiegare il crescere del prezzo.

Oltre all’utile subentra un altro fattore, l’aspettativa.

Quando parliamo di aspettativa nel campo azionario, parliamo di P/E vale a dire del rapporto prezzo utile.
Se il titolo X viene quotato € 20 ed ha un utile annuo di € 2 il suo P/E è di 10.
Paghiamo € 10 come prezzo per ogni € 1 di utile o se preferite paghiamo 10 volte l’utile per comprare il titolo.
Come potete immaginare, se paghiamo 10 volte l’utile per un titolo e 20 volte l’utile per un altro titolo comparabile o per lo stesso titolo in periodi differenti, il primo sarà più economico rispetto al seconda e il secondo avendo un P/E più alto rispecchierà una più alta aspettativa di crescita dell’utile.

Pensate al P/E come ad un termometro, più sale la febbre maggiore è l’interesse degli investitori al titolo e maggiore sarà il P/E.
Al culmine della bolla dot-com, anno 2000, la febbre era molto alta e molti titoli avevano P/E di 50 anche 100. Sappiamo com’è finita.

Non bisogna essere un genio finanziario per capire che comprando un titolo con un P/E alto, stiamo pagando caro oggi la speranza di una crescita maggiore in futuro e stiamo prendendo un rischio elevato.
Comprare ad un prezzo relativamente basso in merito al P/E vuol dire pagare poco o nulla per l’eventuale crescita futura. Quindi si riduce il rischio in caso di mancata crescita dell’utile e allo stesso tempo si massimizza il guadagno in caso di forte crescita futura.

E’ proprio la combinazione dell’aumento dell’utile e dell’aumento del P/E che permette guadagni straordinari.

(Esempio)
Il prezzo del titolo Z viene venduta a €20 con un utile di €2 ad azione (quindi ogni euro di utile costa €10 – P/E 10 ).
Se l’azione l’anno seguente ottiene un utile come atteso di €3 il P/E resta invariato a 10 perchè il risultato è stato esattamente quello atteso, quindi avremo un prezzo di mercato dell’azione di €30 (P/E 10 * € 3), ma con un utile sopra le attese il P/E aumenta perchè aumenta la febbre o volendo l’interesse dell’investitore quindi probabilmente avremo un P/E di 15 con un utile sopra le attese di €4 ed un prezzo di mercato del titolo di (P/E 15 * € 4) €60.

Se una società con utili in crescita di 7 volte in alcuni anni e un P/E in crescita di 14 volte (7 * 14 = 98), vedremo il prezzo dell’azione salirà di 98 volte.

Un ultimo elemento fondamentale è la crescita costante dell’utile nel corso del tempo, un utile del tipo

1 -> 1,2 -> 1,5 -> 1,8 -> 2,1 -> 2,5

è preferibile ad un utile in crescita ma non costante tipo

1 -> 1,5 -> 1,3 ->  2 -> 1,7 -> 2,5

come vedete il risultato iniziale e finale è identico, ciò che cambia è la prevedibilità dell’utile che nel primo caso è costante e quindi prevedibile nel secondo caso è incostante e imprevedibile.
Per veder crescere l’aspettativa ( P/E ) la prevedibilità gioca un ruolo fondamentale.

Ora immaginate di aver investito in Microsoft appena prima che Bill Gates commercializza Windows 3 e inizia a vendere un milione di software ogni mese ed immaginate un paio di anni di utili in costante crescita del 40% e oltre.
L’interesse del grande pubblico (la massa degli investitori) sale e di conseguenza sale l’aspettativa che moltiplicata all’utile in forte crescita fa decollare il prezzo.

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Pubblicato da su 19 marzo 2016 in L'investitore Intelligente

 

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