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Errori comuni dell’investitore

26 Apr

il segreto

Mediare il prezzo di carico al ribasso quando il titolo in portafoglio è in forte perdita, rientra tra gli errori comuni dell’investitore.

Certo non sempre mediare al ribasso è un errore, ma per esperienza nella maggioranza dei casi è la scelta sbagliata e nel dubbio consiglio di vendere.

Tutti comprano con piacere ma nessuno ama vendere in particolare se in perdita.

Infatti anche se il titolo che abbiamo è in forte perdita, la speranza di recuperare non muore fino a quando vendiamo e siamo costretti ad accettare la realtà.

Mentre si preferisce vendere titoli in guadagno per paura di perdere ciò che si sta realizzando. Ecco perchè si vende troppo presto, al minimo guadagno e si mantengono investimenti in forte perdita sperando in un recupero raro e costoso.

Il recupero è raro e costoso perchè difficilmente avviene e se accade occorrono anni, nel frattempo vendendo anche se in perdita avremmo potuto investire al meglio il capitale.
E il mancato guadagno su di un investimento più promettente nella speranza di recuperare una forte perdita è un costo pagato alla speranza.
Aggiungiamo che vendendo in perdita accumuliamo minusvalenze che ci permetterà di ridurre notevolemente le tasse su guadagni successivi.

Oltre al mediare il prezzo al ribasso, mantenere in portafoglio forti perdite e vendere troppo presto titoli in guadagno, abbiamo un ultimo caso di errore comune.
Accade di avere in portafoglio un titolo in forte guadagno, abbiamo resistito alla tentazione di vendere e il prezzo è cresciuto così tanto da credere che continuerà all’infinito.
Ad un certo punto ci può essere una correzione, è naturale, qualcuno porta a casa i profitti e il titolo scende e dopo alcune settimane torna a salire. Ma non sempre è così ed una correzione superiore al 20% dovrebbe far accendere un campanello di allarme.
E qui scatta un altro meccanisco, il non voler perdere il guadagno che abbiamo visto fino a pochi giorni fa e si aspetta troppo prima di realizzare e vendere nella speranza di rivedere il prezzo ai massimi di poco tempo prima.
Non sono rari i casi che questo modo di pensare vanifica anni di guadagni, vendendo quando ormai il guadagno è andato via.

Spesso gli investitori vivono più di speranze che di realtà.
Nel mercato ci sono solo due emozioni, speranza e paura. Nella maggior parte dei casi viviamo con paura il mercato quando dovremmo crederci e sperare, e ci abbandoniamo alla speranza quando dovremmo avere paura e vendere.

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7 commenti

Pubblicato da su 26 aprile 2015 in L'investitore Intelligente

 

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7 risposte a “Errori comuni dell’investitore

  1. Mario Pozzi

    19 luglio 2015 at 8:14 pm

    Gentile Antonio,
    sono interessato ad avere un suo parere sulla situazione dei due titoli: Microbix e Pacific Health. So che lei segue da vicino le notizie che riguardano queste società.

    Grazie mille. Distinti saluti.

    Mario Pozzi

     
    • antonio

      20 luglio 2015 at 4:57 pm

      Ciao Mario,

      La situazione in merito a Pacific Health e Microbix non è cambiata nel corso dei mesi.

      Se guardiamo PFHO, una società con 0 debiti, solo 800.000 azioni, un programma di buyback in corso per riacquisto proprie azioni dal mercato ed un fatturato in continua crescita (2014 +44.0%, 2013 +36.2%, 2012 +70.4%, 2011 +75.3% ).
      L’unica differenza è nel prezzo di mercato, ma spesso queste società richiedono anni prima di venir fuori e far schizzare il prezzo di mercato e il crollo del prezzo è più un opportunità che un rischio.

      Microbix ha delle potenzialità molto simili a PFHO, ma il prezzo di mercato ne ha risentito molto dopo aver subito una sentenza sfavorevole in una causa con Novartis.

      Come avevo sottolineato sono titoli molto volatili e richiedono pazienza e sangue freddo per non farsi prendere dal panico.
      Chi non sopporta vedere il proprio portafoglio scendere del 30% o del 50% dovrebbe evitare questo tipo di investimento.

      Antonio

       
      • Mario Pozzi

        20 luglio 2015 at 5:03 pm

        Grazie mille per la risposta. Mi posso annoverare fra coloro che dispongono di sangue freddo, quindi non mi impressiona la correzione subita dai due titoli. Ero interessato a conoscere gli sviluppi economico-finanziari delle due società in questione. Infine ho notato un diradarsi dei suoi interventi sul blog. Dispiace perchè la sua è una delle voci più assennate.
        Spero di leggerla più di sovente.

        Cordiali saluti e buon lavoro

         
      • Mario Pozzi

        20 luglio 2015 at 5:15 pm

        Gentile Antonio,
        mi sono scordato di porle una domanda: a sua parere, in base alla sua esperienza ai titoli microcap sono applicabili le strumentazioni dell’analisi tecnica e della analisi grafica?

        Grazie mille.

        Mario Pozzi

         
  2. antonio

    21 luglio 2015 at 5:19 pm

    Cercherò di scrivere a breve, appena ci saranno argomenti interessanti da trattare.
    Quanto all’analisi tecnica sui titoli microcap, in generale le regole sono sempre le stesse e valgono anche qui. Con piccole eccezioni perché i volumi molto bassi posso falsificare alcune analisi.

    Antonio

     
  3. Stalflare

    17 agosto 2016 at 1:05 pm

    Ciao Antonio,
    Ho cominciato a leggere il tuo blog, purtroppo vedo che non aggiorni da un poco di tempo, ma cmq volevo complimentarmi per gli articoli, sono molto interessanti. Mi permetto di commentare qui in quanto il DCA sulle azioni (dollar cost averaging) normalmente è sbagliato come dici tu, ma non lo è se è fatto in ottica di dividendi, rimanendo lungo su un titolo.

    Ancora non sono riuscito a capire quella che è la tua strategia di investimento, ma ho ancora molti articoli da leggere 🙂
    ciao caio
    Stal

     
    • antonio

      11 settembre 2016 at 5:30 pm

      Ciao,
      la parte del portafoglio è costantemente aggiornata se effettuo nuovi acquisti o vendite.
      Mentre scrivo nuovi articoli appena ho tempo ed appena ho argomenti interessanti.
      Del resto il blog segue la filosofia dei miei investimenti, non essere iperattivo nella compravendita e lasciare che il tempo faccia il suo corso. Anche nella lettura degli articoli spesso è necessario tempo e rileggerli per capire argomenti che non a tutti sono consueti.

      Antonio

       

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