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Affrancamento e tassazione finanziaria al 26%

29 Giu

 tax3

Come tutti sapranno dal 1 luglio 2014 aumenta la tassazione sulle rendite finanziarie, passando dal 20% al 26%.

In soli due anni e mezzo la tassazione è più che raddoppiata, ed ufficialmente possiamo dire che è divenuta la più salata d’europa se aggiungiamo tobin tax e imposta di bollo dello 0,02%.
E pensare che si voleva portarla ai livelli europei, peccato che abbiamo portato ai livelli massimi europei l’aliquota ma non abbiamo preso dal resto dell’europa che conta il meccanismo che permette di ridurre notevolmente le tasse qualora si tratti di investimenti a lungo termine (dai 5 anni in su).

Qui sotto troverete le novità maggiori

tax26%

 Affrancamento

In occasione di un cambiamento di regime fiscale come nel nostro caso (dal 20% al 26%), con l’affrancamento è possibile pagare ancora l’aliquota del 20% su tutti i titoli in portafoglio detenuti al 30 giugno 2014.
La beffa è che il pagamento lo si deve in anticipo entro ottobre pur mantenendo ancora i titoli in portafoglio ma ad un prezzo di carico aggiornato al 1 luglio.

La procedura è valida per chi detiene un regime amministrato e solo su azioni, obbligazioni, mentre per i fondi comuni l’affrancamento è automatico.

Esempio:
Abbiamo in portafoglio Enel a 2,50 per 1000 azioni
il 30 giugno il prezzo di Enel è 4,2

Qualora facciamo richiesta di affrancamento ( non è obbligatorio e va richiesto se si vuole aderire entro il 30 settembre), la banca ci chiederà il pagamento delle plusvalenze (4,20 – 2,50)*1000 = 1700 * 20% = 340 euro in anticipo rispetto alla vendita reale del titolo.
Automaticamente il prezzo di carico in portafoglio di Enel passerà a 4,2

Conviene richiedere l’affrancamento?

La decisione va presa valutando il singolo caso, tenendo a mente che:

–  l’affrancamento richiede il pagamento anticipato entro pochi mesi (un titoli in forte guadagno oggi può subire perdite domani e le tasse le paghiamo sul guadagno attuale)

–  l’affrancamento si effettua su tutto il portafoglio (titoli in guadagno e in perdita)

I casi di convenienza nell’eseguire l’affrancamento sono rari, nella maggior parte non conviene.
Un alternativa, qualora si detengono minusvalenze da recuperare, potrebbe essere la vendita dei titoli in forte guadagno entro il 30 giugno al fine di recuperare le minusvalenze e il successivo riacquisto a prezzi attuali il 1 luglio 2014.

 

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Pubblicato da su 29 giugno 2014 in L'investitore Intelligente

 

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